domenica 17 aprile 2016

Chissà perchè le cose migliori mi riescono davanti a un caffè.


 



Il 14 aprile ho avuto il piacere di essere tra il pubblico di Un editore in Noir e, con queste righe, mi piacerebbe riassumere quanto è accaduto.

Inizio dalla metà, in piena pausa caffè.

Al bancone del bar siamo Dario Villasanta, Francesco Mastrorilli ed io. Già vi vedo, non si tratta di una barzelletta, ma di un serissimo – o quasi – report. Dario è settato in modalità “Bianconiglio”e ci lascia appena appoggiata la tazzina sul bancone, avrà già percorso un centinaio di chilometri nello spazio di qualche metro quadrato per assicurarsi che tutto vada per il verso giusto. Così rimango in compagnia di Francesco.

Com'è come non è, arrivo al punto in cui devo dire chi sono e cosa c'entro io con l'evento.

Allora, sono partito da molto lontano e non devo salire sul palco.

Già, perché sono a Bologna?

Per fortuna sono preparato, ho studiato e conosco le risposte giuste per staccare un voto che non abbassi la media, ma non recito la risposta corretta, improvviso.

Sono una persona con una doppia vita, se “dalle-alle” ho una vita normale, nel resto del tempo sono un uomo vicino agli “anta” che affronta la crisi di mezza età non comprandosi una decapottabile, come fanno tutti, ma improvvisandosi scrittore.

Ora, la mia non è stata una grande idea, con un bolide a quattro ruote potrei sfrecciare sull'asfalto e, magari, far girare pure qualche testa al mio passaggio, ma raccontare storie mi regala un'ebrezza maggiore e costa sensibilmente di meno.


Sono a Bologna perché vengo a vedere da vicino degli scrittori, non attraverso il filtro dei social o nascosti dietro alle loro parole.

Che vi devo dire? Ho avuto modo di conoscere delle belle persone, senza fronzoli e atteggiamenti vari, sinceramente disponibili.

Se pensate che sia piaggeria, allora cercate sul dizionario la definizione di emozione… e vedete se riuscite a trovare da soli la differenza, giusto per essere sgarbato con i malpensanti.

Inoltre, ho avuto anche il piacere di conoscere di persona Carlo Frilli, l'editore.

Che faccio, mi metto a spendere parole per riassumere la mia buona impressione? Magari cerco qualche sinonimo di bella persona, professionale, disponibile e risolvo così la situazione?

Vi assicuro che Carlo merita ogni singolo aggettivo che ho scritto, ma credo che ognuno di noi debba essere giudicato per quello che fa e, a tal proposito, vi invito a leggere i libri che pubblica.

Misurate la qualità del suo “prodotto” e avrete la misura dell'uomo.

Bene, torniamo a noi.

Rientrati dalla pausa caffè, lo spettacolo inizia. Dario apre le danze con un invidiabile cappello da jazzista e serve sul piatto due regali: la video intervista a Loriano Macchiavelli e la lettera di Valerio Varesi indirizzata a Carlo Frilli (la potete trovare nella pagina Facebook ufficiale della manifestazione), letta dal già citato Francesco Mastrorilli, attore di cinema e teatro.

A condurre l'appuntamento ci pensa Giusy Giulianini. Non sbaglia nulla e riesce a dare il tempo e il ritmo giusto a ogni momento, lasciando poco spazio alla noia e alla distrazione.

Degli autori e dei moderatori?
 
 

Ci sarebbe molto da dire. Vorrei citarli tutti e lasciarvi le mie impressioni per ogni incontro, ma non voglio abusare del vostro tempo, così vi propongo un gioco.
Cercate di collegare il volto della foto di gruppo ai nomi sulla locandina dell'evento, giusto per visualizzarli.


Poi, se volete sapere chi sono e cosa hanno da dire, leggete i loro libri e, se vi capita, andate alle presentazioni, non vi deluderanno.


E arrivata l'ora dei saluti.

Grazie di cuore agli organizzatori Giusy Giulianini, Dario Villasanta, Stefano Zenarini e tutti gli scrittori che mi hanno dedicato un po' del loro tempo.
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