martedì 14 febbraio 2017

Quel silenzio che...




Davide Van De Sfroos ne L’esercito delle dodici sedie cantava “Siam tutti poveracci, se il Silenzio e d’Oro…” e aveva ragione da vendere.

Se penso a quante chiacchiere riverso in rete è possibile che io abbia già accumulato un debito che non riuscirei a estinguere nemmeno con qualche dozzina di reincarnazioni.


Mi converrebbe stare zitto, fare la figura di quello profondo, che pensa più di quanto parli, e non dare l’impressione di essere stupido ma proprio non riesco a tacere e non scrivere.

Provo sempre a gettare le parole nella rete con la speranza di trovare qualcuno con cui dialogare e avere uno scambio di opinioni per crescere, non per avere ragione a tutti i costi.

Perché una riserva aurea in grado di comprare consensi un tanto al chilo è molto meno preziosa dell’amicizia di alcune persone che possono darti molto.


Conosco il valore del silenzio e della solitudine ma siamo animali sociali, prima o poi sentiamo l’esigenza di comunicare con gli altri.

Se in questi anni ho avuto il dubbio piacere di incrociare il passo con individui sgradevoli e molesti - ma poco male, basta ignorarli e tendono a sparire da soli - ho anche avuto la fortuna nell’avere l’opportunità di conoscere e dialogare con persone meravigliose che non smetterò mai di ringraziare.

A questo proposito, vorrei parlare di Marco Fontanili. Si tratta di un validissimo e talentuosissimo disegnatore con cui ho avuto l’occasione di instaurare un rapporto di amicizia a suon di dialoghi notturni.


Un nome che, insisto, è meglio tenere a mente perché ne risentiremo parlare!

In merito alla sua arte, abbiamo già fatto qualche chiacchiera in un’intervista che trovate qui.

In questi giorni ha pubblicato Nell’infinito silenzio, un fumetto muto che ho avuto l’onore di guardare in anteprima. Di Marco, non è un mistero, apprezzo lo stile e la capacità di dare un tocco personale alle storie. Inoltre, molto egoisticamente, è un’attività con cui posso occupare meglio il mio tempo imparando da lui cosa significa sceneggiare e disegnare bene piuttosto che seguendo sterili e inutili polemiche intorno alla tecnica e agli errori/orrori dei soliti nomi.

Se di errori/orrori si tratta e non di semplice invidia.

Ma lasciamo perdere, in fondo ne L’infinito silenzio non c’è neanche un dialogo.


Nel dettaglio, inizia con un uomo che nel cuore della notte vomita un grumo di tentacoli. Non c’è dubbio che si tratti di un pessimo risveglio, ma la misteriosa creatura pretende un confronto con l’umano. All’apparenza è horror, nessuna sequenza sovraffollata di personaggi e movimentata da facili trucchetti o spettacolari combattimenti, ma l’esplorazione profonda del buio. È in bianco e nero (sempre oscuro e terrificante), durante la lettura non si sente la mancanza dei colori e, con un po’ di attenzione, si scopre che l’inseguimento è un incubo visionario in bilico tra la dimensione metafisica e quella onirica.


Un lavoro maturo, composto da un silenzio che genera molti pensieri e obbliga a dire parole profonde.

Prima di fare acquisti in fumetteria, per capire se vale o meno la pena, sfoglio le prime pagine e guardo le tavole per farmi un’idea di cosa tratti e se è dinamico o statico.

Se devo leggere le nuvole per scoprire cosa lega tutte quelle immagini, significa che non funziona ed è meglio se passo a un altro titolo. Ovvio, non è un sistema efficace, è molto personale, ma capite che un’opera muta vi costringe a valutarla con un occhio differente.


Nell’Infinito Silenzio supera a pieni voti anche la prova più pignola e scrupolosa, ve lo assicuro, e non lo scrivo per l’amicizia e la stima che mi lega all’autore.

I miei momenti “topici” sono stati il confronto con il Cristo e la ricerca di salvezza in ambienti inaspettati nascosti dietro a delle porte.


Non posso dirvi di più, altrimenti verrò punito per l’eternità dal Dio degli Spoiler.
Per non parlare del finale…

Facciamo così, leggetelo e scrivete le vostre impressioni a Marco. Credo che gli farà piacere e vi ritroverete a parlare nell’infinito silenzio dei social network.

Per avere la vostra copia autografata e personalizzata scrivete direttamente a Marco Fontanili.
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