lunedì 13 novembre 2017

Fino all'Inferno?



Negli anni mi è capitato di vedere qualche pellicola ma la miaprima volta al cinema è stata nel ’86. Era una domenica pomeriggio, in giro non c’era nessuno dei miei amici e in tasca avevo abbastanza soldi per pagarmi il biglietto d’ingresso, così mi ritrovai al primo spettacolo per vedere Platoon di Oliver Stone.

Si tratta di un ricordo personale, non sembra essere un’impresa eccezionale ma l’apparenza inganna. All’epoca avevo 10 anni e, per infilarmi in sala, ho dovuto mentire al solerte bigliettaio che mi ha squadrato più di una volta. Non ho aggiunto anni alla mia età, non avrei potuto spacciarmi per un quindicenne, neppure se mi fossi presentato con una sigaretta tra le labbra, mi limitai a dire che i miei genitori erano già entrati e mi aspettavano in sala.

In realtà, mamma e papà pensavano fossi al campetto da calcio a correre dietro a un pallone.


Dieci anni dopo interpretai una piccola parte nel cortometraggio “Liberi e belli, ovvero del fardello del capello” di Giuseppe Anderi e, nonostante l’impresa, mai e poi mai avrei pensato di vedermi al cinema.

Eppure la vita prende direzioni impreviste e ti porta lontano, ben oltre i sogni.

Nel 2018 avrò la fortuna di riprovare l’ebrezza di essere sia sulla poltrona come spettatore che sul grande schermo.



Sì, avete letto bene: seconda volta ma procediamo con ordine.

In soli due anni, grazie a Roberto D’Antona regista/sceneggiatore/attore e Annamaria Lorusso attrice/produttrice, ho avuto la fortuna di partecipare a tre progetti: The Reaping, The Wicked Gift e Fino all’Inferno.

Eccovi servita la sinossi ufficiale:

Tre rapinatori in fuga verso una nuova vita incrociano la propria strada con una donna e suo figlio e con la tragica maledizione che portano con sé. A dare loro la caccia, l’ex boss malavitoso per cui lavoravano e una misteriosa organizzazione segreta composta da uomini senza scrupoli. A questa folle corsa in camper verso l’inferno si uniranno a loro una gelosa fidanzata e un ex-sbirro dai metodi sbrigativi. In palio, la vita del bambino e il futuro del mondo.”

Grazie a loro, Il 12 giugno 2016 mi sono ritrovato davanti alla macchina da presa per interpretare un piccolo ruolo in una serie che sta avendo un buon riscontro di pubblico e critica negli Stati Uniti e che potete trovare qui.


Le riprese per la mia prima volta al cinema sono avvenute il 7 aprile 2017. Se fossi un vip, si potrebbe dire che ho fatto un piccolo cammeo nella pellicola The Wicked Gift – che sarà proiettata in tutta Italia dal 6 dicembre – ma, dato che sono un perfetto sconosciuto, sarò più onesto scrivendo che ho fatto una piccola particina in un film che saprà conquistarvi per molte buone ragioni.


Per ultima ma non meno importante, c’è l’esperienza di Fino all’Inferno che verrà messo in cartellone il prossimo anno. A questo giro ho avuto un doppio ruolo, ho vestito i panni di uno dei personaggi del lungometraggio e sono stato assistente di produzione. Avventura iniziata il 20 ottobre e che si è conclusa da pochissime ore.

In merito a Roberto e Annamaria ci sarebbe molto da dire, sono due ottimi attori e grazie al loro impegno e alla loro passione stanno facendo cose incredibili. Tutti e due, invece di dormire sui numerosi premi e riconoscimenti che hanno ricevuto in passato, si impegnano attivamente per fare qualcosa di buono.

E, credetemi, ne vedrete delle belle.

Davvero, a loro devo moltissimo e li ringrazio senza alcuna vergogna.


Quest’ultimo mese è trascorso in fretta, sono entrato a far parte della L/D production e ho avuto modo di imparare e ricevere moltissimo dal resto della troupe. Ad esempio, Paola Laneve è la make-up artist che ha dimostrato che anche uno come me può essere presentabile senza utilizzo di effetti speciali, mentre la production manager Erica Verzotti mi ha insegnato che si può essere efficienti e rapidi nonostante il sonno ti rallenti più di un quintale di piombo nelle scarpe.



Durante le riprese ho avuto due angeli custodi che con molta calma e pazienza mi hanno insegnato tutto: il primo è il direttore della fotografia Stefano Pollastro, un uomo che anche in mezzo all’Apocalisse avrebbe una scorta di soluzioni rapide ed efficaci e Francesco Emulo, il secondo assistente alla regia, che ha la serietà necessaria per trasformare la vita in un gioco.

Grazie Ragazzi.



Per non parlare del primo assistente alla regia, Mr. Alex D’Antona e Aurora Rochez fonico di presa diretta. Se Alex con uno sguardo riesce a percepire l’essenza di tutto quel che vede, Aurora capisce quel che si dice ben oltre il suono della voce.



Infine ci sono Daniele Ciceri, lo still photographer che scatta sempre al momento giusto e Andrea Milan il direttore del Marketing, l’uomo che - con buone probabilità - è il responsabile del fatto che sentiate parlare di un prodotto L/D Production.



Non sono pagato ogni tot di parole buone spese per qualcuno, è stato davvero molto bello lavorare gomito a gomito con Roberto, Annamaria e il resto della ciurma.



Oltre al reparto tecnico, ho avuto la fortuna di conoscere gli attori, quelli veri, da cui ho cercato di imparare e di rubare il più possibile della loro arte.

Grazie a Giada Robin, Kavita Albizzati, Mirko D’Antona, Michael Segal, Alessandro Carnevale Pellino, Aaron Maccarthy, Federico Mariotti e i già citati Roberto, Annamaria e Francesco.

Ora che tutto è finito, spero di tornare al più presto sul set per condividere nuove avventure con queste meravigliose persone.


Posta un commento