sabato 12 marzo 2016

Tra l'intrattenimento e la riflessione non mettere il segnalibro!


Spesso cerco di leggere romanzi che possano sia intrattenermi che farmi riflettere. Vero, sono io quello che pretende ma se allo stesso prezzo di copertina posso avere tutti e due, preferisco. Sarò spilorcio, ma lasciamo stare...

In questi giorni ho avuto il piacere di leggere Trama Imperfetta. Torino, Piazza Carlo Alberto di Rocco Ballacchino. I capitoli brevi, lo stile effervescente, una certa dose di cultura -che non guasta mai-, un'indagine che coinvolge sin da subito rendono la lettura piacevole e agevole. Non incapperete mai in pagine appesantite da verbose descrizioni o situazioni gestite con dialoghi farciti di spiegazioni o inseriti giusto per allungare il brodo per approdare a un numero minimo di pagine.
La trama imperfetta non è quella che anima il romanzo, ma è il problema che ogni assassino deve gestire nel tentativo di farla franca.
Dopo La scena del crimine, questo secondo capitolo rimette in moto la squadra investigativa del Commissario Sergio Crema.
Cerco di gestire un blog spoiler free quindi tendo a ridurre al minimo le sinossi, preferisco concentrare la mia attenzione su altri aspetti, ma vi assicuro che la caccia tra guardie e assassini non è solo puro e semplice intrattenimento.
Nel dettaglio. Sfruttando a proprio favore le avverse condizioni meteorologiche, un misterioso individuo abbandona ai piedi del monumento dedicato a Carlo Alberto un sacchetto contenente una ciocca di capelli.
L'impressione che si tratti di una crisi di attenzione di un mitomane non dura molto perché un finestrino rotto dell'autocivetta e un nuovo indizio aprono scenari che vanno dal rapimento all'omicidio.
Questo è solo l'inizio, vi invito a scoprire il resto, non ne rimarrete delusi.
Come nella precedente pubblicazione, l'autore ha dato risalto alle peculiarità di Torino. Se l'esordio di questi romanzi seriali è nata nell'ambiente cinematografico (inutile ricordare che la Mole Antonelliana ospita il meraviglioso museo del cinema), questa volta l'azione si svolge ripercorrendo la storia del Risorgimento.
Nessun salto nel tempo, è un buon giallo che rivisita i fasti dell'epoca d'oro della città e lo fa attraverso un legame che unisce i monumenti che testimoniano le personalità e l'operato di personaggi come il già citato Carlo Alberto, ma anche Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso di Cavour.
 


Sempre più spesso mi accorgo che il confine tra Giallo e Noir è molto labile; i due generi si stanno contaminando e la differenza si sta assottigliando. Tanto per intenderci, sugli scaffali ci sono meno gialli a orologeria, dove la raccolta degli indizi stringe il cerchio attorno al colpevole, e molti noir non sono più una divagazione attraverso la società da cui il colpevole esce pulito e l'antieroe sconfitto sempre e comunque.
Entrambi, seppur con meccanismi diversi, raccontano la realtà in cui viviamo e il delitto assume contorni “quotidiani”, senza essere la solita composta esposizione del cadavere o la malinconica messa in scena di spreco di vite.

In questo senso Trama imperfetta è ricco di spunti per riflettere sulla società in cui viviamo e su come cerchiamo di sopravvivere, su chi potevamo essere e su chi siamo diventati.

Il Commissario Crema e l'Ispettore Quadrini si trovano spesso ai lati opposti del gusto e, appena se ne presenta l'occasione, non disdegnano il confronto. Credete si tratti di una gag tra protagonista e spalla, magari un omaggio alla comicità retro'?
Ballacchino dà un volto e un'anima al dna italico; ognuno nella sua posizione è sempre polemico, certamente inamovibile e un po'(troppo) ironico.
 


 
Anche inconsciamente, siamo diventati tutti più aggressivi e tendiamo a vivere come separati in casa che continuano ad allontanarsi, discutendo all'infinito con toni e modi da tifo calcistico, senza mai arrivare a una soluzione o a un finale. Non siamo più nemmeno in grado di differenziare i nostri pensieri e stabilire delle giuste priorità. Sto esagerando? Va bene, non è il vostro caso, ma date una occhiata ai vostri simili quando pascolano sui social. Battibeccano su tutto, non importa se a favore del giusto o dello sbagliato, delle questioni importanti o delle sciocchezze, l'importante è trasformare qualunque piazza in un ring e cercare di schiacciare l'avversario.
 
 
 

E tutte queste risse verbali non conducono a nulla di fatto, spostano a domani l'eventuale conciliazione, quella necessaria unità per confrontarsi e risolvere dei problemi veri.
Altro aspetto pregevole è la capacità di far percepire al lettore l'impressione che i protagonisti siano in transito. Sergio Crema è in prestito alle indagini, spesso le sue intuizioni sono tormentate dalle difficoltà di fare combaciare famiglia e lavoro o hanno una battuta di arresto nel tentativo di chiarire il legame che ha con la dottoressa Bonamico.
A questa logica non sfugge neppure Mattia Ferrante, un giovane ricercatore, che si arrangia, temporeggia e ci prova, ma che è agli sgoccioli ed è pronto a fare le valige per volare all'estero.
 
 
 
Nessuno agisce davvero, si limitano ad aspettare l'occasione giusta, quel momento magico in cui tutti i pezzi si incastreranno e la vita tornerà a essere quella prima della crisi culturale ed economica.
C'è bisogno di scrivere che l'Italia è un paese in transito? Che si stia avanzando verso un futuro o il baratro non è dato di sapere, ma si salveranno solo quelli con il paracadute, mentre tutti gli altri... riempiranno l'abisso. Infine, c'è un altro aspetto che mi piacerebbe approfondire, ma è parte integrante del finale.
Meglio evitare!

Ma la smetto di importunarvi con una marea di chiacchiere.

C'è poco altro da dire e molto da leggere.



Trama Imperfetta. Torino, Piazza Carlo Aberto di Rocco Ballacchino. Fratelli Frilli Editori collana I tascabili. € 10,00 pagine 224. Disponibile anche in e-book.
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