lunedì 22 gennaio 2018

La specialità di famiglia.



La cura di Battiato è una canzone che riesce a piacere a molti, anche a chi storce il naso davanti all’intellettualismo portato in dono nei testi scritti in collaborazione con Manlio Sgalambro.

Quando vi capita di ascoltarla, preferite cantarla a qualcuno o vorreste essere la persona a cui è dedicata? Tra salvatore e salvato chi è “l’essere speciale”, colui che attraversa le “correnti gravitazionali” o quello che attira “fallimenti”?

La cura non è una competizione tra soggetti ma il racconto della separazione delle metà perfette che, grazie alla forza di attrazione de L’amor che move il sole e l’altre stelle, diventeranno speciali quando si uniranno per formare l’Androgino.


Battiato platonizzato con un pizzico di taoismo riesce a scioglierci mentre ascoltiamo la perfezione che ricerca l’imperfezione per essere viva.

Potremmo aprire una parentesi su quanto l’era digitale e il narcisismo Next Gen abbiano trasformato la perfezione in like, rendendo onanistica la nostra esistenza, ma questa è tutta un’altra storia.



Dicevamo, l’amore è un sentimento meraviglioso ma da chi impariamo ad amare? Esatto, da mamma e papà.
Vi siete mai sentiti dire dalla parte genitoriale che “siete speciali”?

Oggi il mio delirio è dedicato a una famiglia composta da esseri davvero speciali, nel senso che ognuno ha un potere che lo rende unico.

La straordinaria Famiglia Telemachus di Daryl Gregory è un romanzo edito da Frassinelli. Narra la vita e l’opera di Matthias “Matty” Telemachus, un quattordicenne di Chicago che nel ’95, quando non è impegnato a fantasticare sulla cugina Malice, scopre di appartenere alla terza generazione di una genia di fenomeni.

I nonni Teddy Telemachus e Maureen McKinnon erano rispettivamente un abile truffatore dalla mano lesta e la più potente sensitiva del mondo. Il dna irlandese passò alla generazione successiva e portò in dote la telecinesi al primogenito Frankie, l’abilità di scoprire ogni menzogna alla figlia Irene e la preveggenza al piccolo Buddy. I cinque si esibivano in teatro riscuotendo successo ma tutto ebbe fine quando in televisione furono smascherati dall’Incredibile Archibald, un illusionista impegnato a scoprire i trucchetti di tutti gli imbroglioni.

Scoprire perché Maureen è morta e cosa c’entrano la matita rosa di zio Buddy, la spesa di Teddy al Dominick, il pizzo che zio Frankie versa a Mitzi e l’amore a distanza di Irene nei tentativi di Matty per controllare il proprio talento è compito del lettore. Si tratta di una storia non lineare ben congeniata che si sviluppa su diversi piani temporali e amplifica l’orizzonte narrativo spostando il punto di vista sui diversi personaggi.


Pur avendo qualche affinità con X-Men, I Fantastici Quattro e la serie televisiva Heroes è stata una lettura piacevole. Ho apprezzato il tono ironico con cui vengono presentati i Telemachus, sin dalle prime righe li ho trovati simpatici e questa scelta non impedisce di creare situazioni e legami che toccano altri sentimenti. Grazie alla bravura di Daryl Gregory, non ho mai perso la bussola durante la lettura e la curiosità mi ha spinto sino all’ultima pagina per scoprire se sarebbero riusciti a essere “speciali” prendendosi cura l’uno dell’altro.
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